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Cressonomyia
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mwbamwbqCressonomyia mwbgArnaud, 1958, è un mwbwgenere di mwcainsetti della famiglia degli mwcqEphydridae (mwcgDiptera: mwcwSchizophora) esclusivo dell'mwdaAmerica.
Contents
• Note
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Descrizione
Il mwfacapo ha mwfqfronte ampia e mwfgantenne con inserzione alta, nel terzo superiore del profilo laterale. Le antenne hanno il mwfwprimo flagellomero lungo quanto il mwgapedicello e mwgqarista pettinata, portante una serie dorsale di 4-8 peli. Sul pedicello è presente una robusta setola spiniforme, inserita in posizione dorsale. mwggChetotassi della regione frontale composta da tre paia di mwgwsetole fronto-orbitali più o meno sviluppate, le prime due paia proclinate, il terzo composto da setole reclinate e inserite leggermente più all'interno rispetto alle anteriori. mwhaSetole verticali ben sviluppate. Nel mwhqtriangolo ocellare sono presenti due robuste setole, lunghe quanto la verticale esterna, proclinate e leggermente divergenti, inserite dietro l'ocello mediano, fra gli ocelli posteriori. L'interpretazione di queste setole, in letteratura, non è ben chiara:
• Wirth mwiqet al. (1987) riportano, come chiave di determinazione per mwigCressonomyia, mwiwHelaeomyia e la maggior parte dei generi della tribù degli Psilopini (mwjgLeptopsilopa, mwkamwkqCeropsilopa, mwkgmwkwClasiopella e mwlaPsilopa), la presenza di mwlgsetole ocellari inserite posteriormente rispetto all'ocello mediano, mentre le mwlwsetole pseudopostocellari sono menzionate come assenti oppure deboli e marcatamente divergenticite-ref-wirth-1987-1-0[1]. Nella figura che rappresenta il capo di mwnaCressonomyia aciculata sono evidenti due robuste setole inserite presso il margine posteriore del triangolo, indicate esplicitamente come ocellari, mentre non sono presenti setole interpretabili come pseudopostocellari. Al contrario, le figure che rappresentano alcune specie degli altri Psilopini mostrano due differenti tipi di setole: due ben sviluppate e proclinate, inserite dietro l'ocello mediano più o meno arretrate, le altre relativamente brevi, divergenti, inserite sul margine posteriore del triangolo o subito dietro. Queste ultime sono indicate esplicitamente come pseudopostocellaricite-ref-2[2].
• Mathis & Zatwarnicki (2004), nella descrizione del genere, non menzionano le setole ocellari, ma indicano come pseudopostocellari le due setole del triangolo ben sviluppate, proclinate e leggermente divergenticite-ref-3[3].
La mwqgfaccia presenta elementi diagnostici sostanzialmente ricorrenti negli Psilopini o in raggruppamenti più ampi: profilo appiattito per l'assenza della mwqwcarena, margine inferiore e zona mediana glabri, mwrasetole facciali allineate in due serie verticali parallele alle parafacce. In mwrgCressonomyia è evidente un solo paio di setole ben sviluppate, inclinate verso l'interno e più o meno incrociate, oltre ad una serie di brevi e deboli setole.
Il mwsatorace è più o meno tomentoso, di colore variabile dal nero al nero-bluastro, con mwsqscutello leggermente più largo che lungo. Chetotassi del mwsgmesonoto caratterizzata dalla presenza di due mwswsetole acrosticali mwtaprescutellari allineate con le mwtqdorsocentrali posteriori e le mwtginfralari, mwtwpresuturali e mwuasopralari assenti, mwuqnotopleurali due. Scutello pubescente nella zona centrale e provvisto di due paia di mwugscutellari marginali, due basali e due apicali, queste ultime più lunghe delle prime. mwuwAnepisterno provvisto di due robuste setole.
Le mwvqzampe di conformazione normale, con mwvgfemori anteriori non ingrossati. Le mwvwali sono ialine o leggermente giallastre, con base scura, prive di setole dorsali nel tratto basale della mwwaradio. La nervatura presenta la generale conformazione ricorrente negli mwwqEfidridi; elementi diagnostici condivisi con altri generi affini sono la lunghezza della mwwgcosta, estesa fino alla terminazione della mwwwmedia, la posizione del secondo ramo della radio (Rmwxa2+3), distanziato dalla costa, il profilo più o meno rettilineo della trasversale medio-cubitale discale (dm-cu). I mwxqbilancieri sono neri.
L'mwxwaddome è nerastro, glabro o tomentoso, composto da cinque mwyauriti apparenti, con terzo e quarto mwyqtergite lunghi e quinto tergite breve. Gli uriti terminali del maschio mostrano l'mwygepandrio conformato a U rovesciata alla vista posteriore, con mwywcerci bastoncellari più o meno ricurvi, più stretti dorsalmente, e mwzasurstili allungati.
Sistematica
Suddivisione sistematica
La storia della sistematica di mwaaCressonomyia è piuttosto confusa, a causa della ricorrenza di errori e di sinonimie nella nomenclatura del genere e delle specie. Il genere fu definito, in principio, da Cresson (1918) attribuendogli il nome mwagPlagiops, con l'inclusione delle specie mwbaPlagiops aciculata mwbqLoew, 1862) e mwbgPlagiops nitidifrons mwbwCresson, 1918 (=mwcaCressonomyia aciculata). Questo nome, tuttavia, era già impegnato da Townsend (1911) per denominare un genere della famiglia dei mwcwTachinidaecite-ref-4[4]. Vent'anni dopo, lo stesso Cresson (1938) propose il nome mweaPlagiopsis, ma anche questo era già impegnato in precedenza da Brauer & Bergenstamm per definire un altro genere dei Tachinidaecite-ref-5[5]. L'incongruenza è stata definitivamente risolta da Arnaud (1958), il quale propose il nome mwgqCressonomyia e, come specie tipo, mwggPlagiops nitidifrons mwgwCresson, 1918.
Altrettanto confusa fu, per quasi un secolo, la nomenclatura relativa alle specie, fino alla prima effettiva revisione tassonomica del genere, sviluppata da Mathis & Zatwarnicki (2004). La prima specie di mwhwCressonomyia si deve a Loew (1862), che la classificò con il nome di mwiqPsilopa aciculata (=mwigCressonomyia aciculata). A cavallo fra la seconda metà del mwjaXIX secolo e gli inizi del mwjqNovecento si aggiunsero nuove specie che, attualmente, sono identificate come appartenenti a questo genere: mwjgEphygrobia metallica mwjwSchiner, 1868 (=mwkaCressonomyia aciculata), mwkqPsilopa aeneonigra mwkgLoew (1878), mwkwPsilopa fulvipennis mwlaHine, 1904. Altre quattro specie furono invece descritte da Cresson intorno al 1920: mwlqPlagiops nitidifrons (1918), contestualmente all'istituzione del genere mwlgPlagiops, mwlwPsilopa meridionalis (1918), mwmaPlagiops hinei (1922) e mwmqPsilopa skinneri (1922). Come si può osservare, la maggior parte delle specie furono classificate nel genere mwmgPsilopa, uno dei più importanti della famiglia degli Efidridi, almeno sotto l'aspetto storico. Al genere mwnaPlagiops furono effettivamente attribuite solo due specie, definite da Cresson nel 1918 e nel 1922.
I riferimenti in letteratura relativi a queste specie, negli anni successivi, sono circoscritti a rari contributi in materia di nomenclatura e di catalogazione geografica e si devono a Cresson (1925, 1938, 1942, 1946), Arnaud (1958), Wirth (1965, 1968), Mathis & Zatwarnicki (1995). I punti focali di tali contributi, in ordine sequenziale, sono i seguenti:
• Cresson (1925) aggiunse al genere mwoqPlagiops le specie mwogPsilopa aciculata e mwowEphygrobia metallica, quest'ultimo come mwpasinonimo minore del primocite-ref-6[6]. Nel 1938 attribuì a mwqqPlagiops, come si è detto, il nuovo nome mwqgPlagiopsis e, contestualmente, vi incluse mwqwPsilopa meridionalis. Nel 1942 vi spostò anche mwraPsilopa skinneri e, nell'ambito del genere mwrqPsilopa, ridusse mwrgPsilopa fulvipennis a sinonimo minore di mwrwPsilopa aeneonigra.
• Arnaud (1958) rinominò il genere mwsqPlagiopsis proponendo il nuovo nome mwsgCressonomyia, in onore a Cresson. Il contributo di Arnaud, specialista dei mwswTachinidi, non entra nel merito della suddivisione sistematica del genere, ma si limita a risolvere l'omonimia relativa a mwtaPlagiopsis.
• Wirth, nel catalogo delle specie neartiche (1965), aggiunse al genere mwtgPsilopa aeneonigra e confermò le altre specie già classificate in mwtwCressonomyia (mwuaC. aciculata, mwuqC. hinei e mwugC. skinneri). Nel catalogo delle specie neotropicali (1968) confermò l'appartenenza di mwuwC. nitidifrons, mwvaC. skinneri e mwvqC. meridionalis. Nel complesso, al genere mwvgCressonomyia attribuì sei specie, di cui una neartica e neotropicale, tre neartiche e due neotropicali. Il quadro tassonomico del genere è confermato da Wirth mwvwet al. (1987) nel secondo volume del mwwaManual of Nearctic Diptera, che includono mwwqCressonomyia nelle chiavi di determinazione dei generi degli Efidridi neartici riportandovi, senza menzionarle, il numero totale di quattro speciecite-ref-wirth-1987-1-1[1].
A Mathis & Zatwarnicki (2004) si deve la sostanziale revisione della sistematica di mwxwCressonomyia, con l'individuazione delle relazioni filogenetiche sia esterne, in rapporto agli altri generi della tribù dei Psilopini, sia interne, e l'identificazione delle specie e delle sinonimiecite-ref-7[7]. mwzqC. nitidifrons e i suoi relativi sinonimi (mwzgPlagiops nitidifrons e mwzwPlagiopsis nitidifrons) sono stati ridotti a sinonimi minori di mw0aC. aciculata. Gli Autori, inoltre, aggiungono la specie mw0qCressonomyia bolivia, di nuova descrizione.
Il quadro cronologico è riassunto nel seguente schema
Dopo la revisione del 2004, il genere ha la seguente impostazione tassonomica e nomenclaturale:
• Genere mwadcmwadgCressonomyia mwadkArnaud, 1958. Sinonimi: mwadoEphygrobia mwadsSchiner, 1868. mwadwSpecie tipo: mwad0Plagiops nitidifrons mwad4Cresson, 1918.
• mwaeeCressonomyia aciculata (mwaemLoew, 1862). Sinonimi: mwaeqEphygrobia metallica mwaeuSchiner, 1868, mwaeyPlagiops nitidifrons mwaecCresson, 1918.
• mwaekCressonomyia bolivia mwaesMathis & Zatwarnicki, 2004
• mwae0Cressonomyia hinei (mwae8Cresson, 1922)
• mwafeC. meridionalis (mwafmCresson, 1918)
• mwafuC. skinneri (mwafcCresson, 1922)
Inquadramento tassonomico e filogenesi
Per l'affinità morfologica con altri generi della vecchia sottofamiglia delle Psilopinae, mwafoCressonomyia è storicamente incluso nella tribù degli Psilopini, spostata da Zatwarnicki (1992) nella nuova sottofamiglia delle Discomyzinae.
Sotto l'aspetto filogenetico, mwaf4Cressonomyia è strettamente correlato al genere mwaf8Peltopsilopa, con il quale condivide alcuni caratteri morfologici considerati mwagesinapomorfici (pigmentazione delle ali e dei mwagibilancieri, conformazione dei postsurstili) e la distribuzione esclusiva nel continente americano, prevalentemente a basse mwagmlatitudini. Da mwagqPeltopsilopa si distingue nettamente per la conformazione dello scutello, relativamente breve in mwaguCressonomyia, marcatamente lungo, fino a sovrastare parte dell'addome, in mwagyPeltopsilopa.
Nell'ambito del genere, Mathis & Zatwarnicki (2004), individuano tre mwaggcladi distinti e correlati secondo il seguente schema:
Distribuzione
Come detto in precedenza, il genere è esclusivo del continente americano ed è rappresentato nelle regioni tropicali e subtropicali del Neartico e del Neotropico, con maggiore frequenza nei paesi che si affacciano nel mwagwGolfo del Messico e nel mwag0Mare Caraibico.
mwag8C. aciculata ha un ampio areale che si estende dal mwahaTexas meridionale e dalle mwaheBahamas fino al mwahiBrasile, al mwahmParaguay e al mwahqPerù, ma la maggiore concentrazione dei ritrovamenti si rileva nei mwahuCaraibi, nell'mwahyAmerica centrale e nei paesi caraibici del mwahcSudamerica (mwahgColombia, mwahkVenezuela). mwahoC. hinei è frequente nell'America centrale e negli stati meridionali degli mwahsUSA, con particolare concentrazione di segnalazioni in mwahwFlorida. mwah0C. skinneri è diffusa soprattutto nei Caraibi, ma la specie è segnalata anche in altre regioni del Neotropico (mwah4Messico, mwah8Panama, Venezuela, Brasile, mwaiaArgentina settentrionale).
Areali circoscritti riguardano invece le rimanenti specie: mwaiiC. bolivia (mwaimBolivia) e mwaiqC. meridionalis (Messico e mwaiuCosta Rica).
Note
cite-note-wirth-1987-11. ↑ mwai4mwai8Wirth et al. (1987),mwaja p. 1036.
cite-note-22. ↑ mwajqmwajuWirth et al. (1987),mwajy p. 1032, figg. 11-16.
cite-note-33. ↑ mwajomwajsMathis e Zatwarnicki (2004),mwajw p. 252.
cite-note-44. ↑ mwakaCharles Henry Tyler Townsend, mwakeAnnouncement of further results secured in the study of muscoid flies, in mwakiAnnals of the Entomological Society of America, vol.mwakm 4, n.mwakq 1, 1911, pp.mwaku 127-152.
cite-note-55. ↑ mwakoFriedrich Mortiz Brauer, Julius Edler von Bergenstamm, mwaksDie Zweiflügler des Kaiserlichen Museum zu Wien. IV, Vorarbeiten zu einer Monographie der Muscaria Schizometopa (exclusive Anthomyidae). Pars I, in mwakwDenkschriften der Kaiserlichen Akademie der Wissenschaften, vol.mwak0 56, n.mwak4 1, 1889, pp.mwak8 69-180.
cite-note-66. ↑ mwalumwalyMathis e Zatwarnicki (2004),mwalc pp. 255-256.
cite-note-77. ↑ mwalsmwalwMathis e Zatwarnicki (2004).
Bibliografia
• citerefmathis-e-zatwarnicki-2004(EN) Wayne N. Mathis e Tadeusz Zatwarnicki, A revision of the shore-fly genus Cressonomyia Arnaud (Diptera: Ephydridae), with comments on species that have been excluded, in Proceedings of the Entomological Society of Washington, vol. 106, n. 2, 2004, pp. 249-279. URL consultato il 13 aprile 2011.
• citerefwirth-et-al-1987(EN) Willis W. Wirth, Wayne N. Mathis e John R. Vockeroth, Ephydridae, in James F. McAlpine (a cura di), Manual of Nearctic Diptera, vol. 2, Research Branch, Agriculture Canada, 1987, pp. 1027-1047, ISBN 0-660-12125-5.
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